Come eliminare PFAS dall’acqua del rubinetto

Pfas acquaperfluorati (PFAS) sono composti chimici utilizzati fin dagli anni ’50 nella filiera industriale per cerare i giacconi, per realizzare protezioni per gli smartphone, per creare la pellicola antiaderente delle padelle, ecc.

PFAS si accumulano nell’ambiente e nelle acque tramite le infiltrazioni nella falda acquifera, e rischiano di arrivare anche negli organismi umani, risultando tossici ed estremamente pericolosi.

Si sta lavorando su unadirettiva europea per uniformare i limiti di legge per la presenza di sostanze perfluo-alchiliche (PFAS) nelle acque, ma cerchiamo di capirne di più.

Cosa sono i perfluorati (PFAS) e perché sono dannosi

perfluorati sono sostanze perfluoroalchiliche utilizzate nel settore industriale per la loro capacità di impermeabilizzare i prodotti dall’acqua e dai grassi.

I perfluorati si diffondono nell’ambiente, e tramite la catena alimentare possono arrivare dagli allevamenti del bestiame alle nostre tavole. Attraverso un processo conosciuto come magnificazione o bioamplificazione l’alta concentrazione di perfluorati aumenta trasferendosi da organismo ad organismo.

inquinamento pfas danni saluteI PFAS maggiormente utilizzati sono due: l’acido perfluorottanosulfonato (PFOS), impiegato prevalentemente nelle schiume degli estintori, e l’acido perfluoroottanoico (PFOA), che trova una larga diffusione nelle produzioni industriali e commerciali.

PFOA ed i PFOS sono interferenti endocrini, capaci cioè di alterare la sintesi degli ormoni, limitando la fertilità e rallentando la crescita.

Nello specifico si ritiene che i PFAS in generale interferiscano anche nella comunicazione intercellulare, favorendo lo sviluppo di tumori.

Una prolungata esposizione a queste sostanze rischia di provocare patologie gravi, come tumori ai testicoli ed ai reni, colite ulcerosa, ipertensione in gravidanza, malattie della tiroide, neonati sottopeso, diabete gestazionale e malformazioni congenite.

Tali sostanze nell’essere umano sono più difficili da smaltire rispetto agli animali, quindi restano a lungo nel corpo risultando estremamente pericolose.

Le città contaminate dai perfluorati

In Italia, soprattutto al Nord, è stata rivelata in diverse città una concentrazione molto alta di perfluorati. Già nel 2007 uno studio aveva riscontrato la presenza decisamente elevata di PFAS in diversi comuni settentrionali.

Successivamente nel 2013 una ricerca del CNR aveva rilevato elevate concentrazioni di perfluorati in Veneto, in modo particolare a Padova, Verona, Vicenza e Bassano del Grappa.

Furono quindi effettuati dei rilievi, da cui emerse che le acque sotterranee e profonde della rete idrica veneta, comprese quelle potabili, risultarono contaminate.

pfas venetoSuccessivamente furono condotti ulteriori studi nelle zone circostanti, ed è emerso che anche in Friuli e nella città di Bergamo fu riscontrato un determinato tasso di PFAS.

A tal proposito fu avviato un piano straordinario per la ricerca delle sostanze perfluoroalchiliche nelle acque sotterranee del Friuli, da cui risultò che erano contaminati i pozzi e le falde di almeno 29 comuni.

Lo studio del 2013 del CNR coinvolse anche la Toscana, in modo particolare Santa Croce sull’Arno, dove si registrò una notevole concentrazione di sostanze perfluoroalchiliche.

Problemi furono rilevati anche a Castelfranco di Sotto, San Miniato e Fucecchio. Il territorio è conosciuto come Zona del Cuoio, dove i perfluorati vengono utilizzati in gran quantità nella filiera delle pelli.

Osmosi inversa, la soluzione per eliminare i PFAS

Come abbiamo visto i PFAS si diffondono prevalentemente tramite l’acqua a causa delle infiltrazioni nelle falde acquifere. Di conseguenza l’acqua contaminata sgorgherà dai rubinetti domestici, utilizzata per bere o per cucinare.

Bisogna quindi purificare l’acqua domestica, e la soluzione migliore per eliminare i PFAS è l’osmosi inversa.

osmosi inversa come funzionaCos’è l’osmosi inversa? E come funziona? L’osmosi inversa è un fenomeno che prevede il passaggio dell’acqua attraverso una speciale membrana semipermeabile.

I moderni impianti di osmosi inversa sono in grado di rendere potabili le acque con un’elevata concentrazione di sali e di inquinanti.

La separazione dell’acqua da nitrati, diserbanti, antiparassitari e naturalmente anche PFAS avviene tramite sofisticati meccanismi di diffusione e dissoluzione.

L’acqua da trattare viene direzionata verso la membrana da una pompa, che esercita una pressione per ottenere due flussi in uscita.

L’acqua che attraversa la membrana costituisce il permeato, che arrivata depurata dalle sue scorie risultando perfettamente potabile. L’acqua rimanente con un’elevata concentrazione salina, il cosiddetto concentrato, viene invece scartata.

I vantaggi dei depuratori di acqua domestici

depuratori di acqua domestici si stanno diffondendo sempre di più nelle case degli italiani, grazie ai loro notevoli benefici.

Innanzitutto i depuratori di acqua domestici, tramite il processo di osmosi inversa, possono garantire acqua pura, salubre e priva dei PFAS e di qualsiasi altro inquinante.

I moderni dispositivi hanno delle dimensioni piuttosto ridotte, in modo da poter essere installati facilmente assicurando un ingombro minimo anche nelle cucine più piccole.

Oltre ad essere estremamente pratici e funzionali, i depuratori sono realizzati anche per garantire un effetto estetico piacevole.depuratore osmosi pfas

Questi dispositivi stanno infatti diventando sempre più diffusi, ed essendo componenti d’arredo della cucina vengono realizzati con un design sempre più attento alle esigenze estetiche degli utenti.

L’acqua osmotizzata è totalmente priva di contenuto salino, quindi deve essere rimineralizzata con una percentuale di acqua grezza o microfiltrata, da miscelare tramite una valvola presente nei depuratori più evoluti.

Grazie a questo sistema è possibile scegliere il livello della gasatura e della temperatura dell’acqua in base alle proprie preferenze ed alle proprie necessità.

Infine è opportuno eseguire una manutenzione annuale e costante degli impianti per garantire il corretto funzionamento dei depuratori.

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