7 tipi di acqua a seconda del livello di residuo fisso

A seconda del residuo fisso, le acque possono essere distinte in categorie differenti. Quando si parla di residuo fisso, si fa riferimento all’insieme di sostanze residue che derivano dall’ebollizione dell’acqua a una temperatura di 180 gradi.

Si possono indicare, quindi, le acque oligominerali diuretiche, le acque medio minerali digestive, le acque bicarbonate, le acque solfate, le acque clorurate, le acque calciche, le acque magnesiache, le acque fluorate e le acque ferruginose.

Acque oligominerali diuretiche

Entrando nel dettaglio e prendendo in esame le diverse tipologie, le acque oligominerali diuretiche si contraddistinguono per il ridotto contenuto di sodio e per la capacità di prevenire i calcoli ai reni.

Sono utili per le diete dei soggetti che praticano sport a livello agonistico, invece, le acque medio minerali digestive, dal momento che esse sono preziose per il reintegro dei sali minerali, in modo particolare nel corso della stagione estiva, quando fa più caldo e si suda di più.

Acque bicarbonate

Le acque bicarbonate, che vengono ritenute utili per tamponare ed eliminare l’acido gastrico, possono essere considerate tra le più diffuse, dal momento che i bicarbonati sono prevalenti nei terreni, insieme con il magnesio, il sodio, i solfati e il calcio, a loro volta presenti in queste acque. Esse vengono usate, tra l’altro, in terapia idropinica, oltre che come bibite.

Derivano dall’attraversamento delle rocce calcaree e possono presentare elementi come lo iodio, il bromo e il ferro che, a seconda dei casi, sono in grado di conferire loro apprezzabili caratteristiche biologiche significative anche dal punto di vista terapeutico.

Acque solfate

Nelle acque solfate è presente in quantità superiori alla media lo zolfo in forma esavalente, che è rappresentato dallo ione solforico nelle soluzioni idrominerali naturali. Il solfato di calcio arricchisce le acque nel momento in cui esse attraversano le rocce e i banchi di gesso.

Acque calciche

Le acque calciche sono, invece, ricche di calcio: sono raccomandate (sempre con la supervisione di un medico) a chi vuol prevenire gli effetti dell’osteoporosi, dal momento che questo minerale – come noto – costituisce un fattore protettivo molto prezioso nei confronti di tale disturbo.

Acque clorurate

Le acque clorurate sono così chiamate perché presentano un tenore di cloruri non inferiore ai 200 milligrammi per litro.

Tali sostanze, tra le quali rientra il cloruro di sodio, hanno nei confronti del sistema intestinale un’azione riequilibrante, che si esercita anche sul fegato e sulle vie biliari. Occorre tener presente, tuttavia, che le acque clorurate non dovrebbero essere consumate da soggetti che soffrono di disturbi ai reni.

Acque magnesiache

Vengono definite magnesiache le acque il cui tenore di magnesio è oltre i 50 milligrammi per litro. Questo sale minerale, come noto, è in grado di favorire la prevenzione delle patologie del cuore e delle malattie del sistema circolatorio, ma al tempo stesso ha effetti benefici rispetto al funzionamento del sistema nervoso.

Le terme di Rimini, quelle di San Pellegrino Terme e quelle di Pozza di Fassa sono alcuni dei centri termali del nostro Paese in cui si può usufruire dei vantaggi garantiti da questo tipo di acque.

Acque ferruginose

Le acque ferruginose possono essere distinte, a loro volta, in acque bicarbonato ferrose, in acque solfato ferrose e in acque solfato ferriche. Nelle acque bicarbonato ferrose si riscontrano quantità modeste di bicarbonato: la precipitazione del ferro come idrossido è causata dall’azione dell’ossigeno, che le rende poco stabili.

Il contenuto di arsenico è superiore, invece, nelle acque solfato ferriche e in quelle solfato ferrose, il cui livello di pH è inferiore a 3 o addirittura più basso di 1 a causa dell’acido fosforico e dell’acido solforico.

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