Amianto nell’acqua

Nell’acqua che usiamo tutti i giorni per
bere,
cucinare,
lavare frutta e
verdura,
preparare caffè e
the potrebbe essere presente un’inquinante invisibile pericoloso:
l’amianto.
Questo a causa dell’
eternit, un materiale costituito da un impasto di malta e fibre d’amianto che è stato ampiamente impiegato a partire dagli anni 60 per produrre piastre ondulate, usate per tetti e capannoni, ma soprattutto per realizzare i
tubi degli acquedotti.
Adesso è
fuori legge perchè riconosciuto pericoloso per l’organismo umano sia se respirato, sia se ingerito tramite acqua. Vi sono una serie di evidenze scientifiche che dimostrano che l’esposizione ad amianto per via respiratoria o ingestione determini un aumento dei tumori alla laringe e all’apparato gastro intestinale.
L’eternit non è più impiegato in edilizia. Ma nonostante ciò subiamo ancora le conseguenze del passato.
Perchè le tubature dell’acquedotto sono fatte in amianto e sono vecchie di 50 – 60 anni.
Si sfibrano e
si rompono, rilasciando fibre d’amianto nell’acqua.

I comuni italiani, gli enti le aziende che si occupano della distribuzione dell’acqua sono al corrente di questo
grosso problema, hanno progettato di sostituire le tubature ma devono fare i conti con la
mancanza di fondi e
liquidità nelle casse.
Così sono scoppiati casi eclatanti in giro per l’italia, con associazioni di cittadini che hanno denunciato il problema ma senza avere risposte.
I problemi più gravi sono saltati fuori nelle zone del terremoto (Emilia Romagna, Umbria, Marche, Abruzzo, Lazio, Toscana), dove le tubature si sono rotte e hanno rilasciato una
dispersione altissima di fibre d’amianto per litro.
Ad Agliana (Pistoia) l’ordine dei medici si è schierato a favore di chi ha denunciato la
questione affermando che all’evidenza dei dati scientifici non dovrebbe essere presente nessuna traccia di amianto nell’acqua bevuta.
A Bologna H2A ha realizzato un documentario sulla situazione dell’amianto nelle tubature. La situazione da allora non è cambiata granchè.